Una settimana fa Google Maps ha compiuto dieci anni.
In questi pochi anni la tecnologia delle mappe online è diventata così pervasiva da sembrare ormai una cosa scontata, quasi fosse disponibile da sempre.
Re/code ha pubblicato un bell’articolo sulla storia di Google Maps dalle origini ad oggi che aiuta a capire quanto la rete abbia cambiato, e stia continuando a cambiare giorno per giorno, le nostre vite. Oltre che ad intuire il genio che c’è dietro queste tecnologie.
Non c’è niente di meglio che una bella sessione di installazione di Windows per farti immediatamente riconciliare con OS X, i suoi bug occasionali e le sue idiosincrasie.
Qualche giorno fa mia figlia ha annunciato a colazione che il giorno dopo avrebbe dovuto portare all’università (primo anno) un PC portatile per iniziare un corso introduttivo all’uso del computer.
Per anni ho fatto quasi ogni giorno una capatina su TUAW, The Unofficial Apple Weblog, che ho sempre considerato uno dei siti di notizie e recensioni sui prodotti Apple più affidabili ed equilibrati.
America On Line (AOL), proprietario del blog e uno dei giganti della rete, ha deciso che dal 2 Febbraio, dopo dieci anni di servizio inappuntabile, TUAW verrà chiuso definitivamente, cadendo sotto la mannaia di una ristrutturazione complessiva del gruppo.
Lo dico subito, da App Inventor 2 mi sarei aspettato molto di più. Sarà per la sua origine (Google), sarà per chi lo sviluppa attualmente (il MIT), pensavo fosse molto più rifinito e facile da usare di quanto sia in realtà.
Con App Inventor 2 (da ora in poi AI2) lo sviluppo dell’interfaccia grafica e del codice a blocchi di una applicazione viene effettuato interamente nel browser web, ma per eseguirla bisogna compilare ogni volta l’applicazione e trasferirla su un cellulare o un tablet Android.
Il modello di programmazione tradizionale si basa sulla scrittura di codice sorgente secondo una struttura logica e ad una sintassi ben definita e dipendente dal linguaggio di programmazione prescelto.
L’idea di sostituire questo modello con uno fondato su una interfaccia grafica sulla quale trascinare dei blocchi funzionali predefiniti, manipolandoli ed assemblandoli l’uno all’altro quasi fossero dei mattoncini del LEGO, data dalla fine degli anni ‘80 a livello commerciale e si basa su ricerche iniziate già negli anni ‘60. Questo cambio di paradigma aveva l’obiettivo di rendere la programmazione accessibile anche ai non iniziati, permettendo di insegnarne i rudimenti già ai bambini della scuola elementare.
Perché mai un utente del Mac dovrebbe voler usare un emulatore di Android sotto OS X?
Innanzi tutto perché è divertente. E poi Android è il principale concorrente di iOS sulle piattaforme mobili ed è utile conoscerlo e confrontarne i pregi (pochi, ma ce ne sono) e i difetti (parecchi) con quelli di iOS.
Ogni volta che scrivo un post per questo blog mi sforzo di esporre l’argomento trattato nel modo più chiaro possibile e di presupporre che chi legge non sappia nulla, o quasi, dell’argomento trattato. L’aspetto negativo di questo atteggiamento è che mi obbliga a ripetere continuamente il significato di alcuni termini fondamentali, correndo il rischio di far perdere il filo del discorso a chi conosce già il significato di questi concetti e appesantendo il tono generale del post.
Molto spesso mi trovo a dover ripetere all’interno dei post delle definizioni o dei concetti di base. Per evitare un inutile appesantimento del testo ho deciso di raccogliere in questa pagina le definizioni più significative, seguendo un ordine (per ora) più logico che alfabetico.
Directory In macOS viene chiamata spesso Cartella o Folder. Home È detta anche cartella Inizio dell’utente che ha effettuato il login, ed è rappresentata con l’icona di una casetta. Viene indicata convenzionalmente con il simbolo “~”. Nome account (o nome breve) Il nome account, detto anche nome breve, dell’utente viene assegnato nel corso della configurazione iniziale del Mac, oppure nel corso della creazione di un nuovo utente con lo strumento Utenti e Gruppi contenuto nelle Preferenze di Sistema.
Di default corrisponde al nome completo dell’utente scritto tutto in minuscolo ma può essere definito a piacere, almeno durante la fase di creazione di un nuovo utente. È molto difficile, invece, cambiarlo in un secondo momento, ed è preferibile non farlo se non si ha una buona padronanza del Terminale del Mac.
Viene usato insieme alla password per fare il login sul Mac. Sites Fino a Lion è stata una delle directory predefinite presenti nella Home di un utente di macOS. Veniva utilizzata per ospitare i siti web personali degli utenti del sistema. A partire da Mountain Lion non è più presente di default nella cartella Home.
Se si prova a creare la directory Sites dal Finder (o dal Terminale), la sua icona ha impresso il simbolo di Safari, esattamente come le altre directory predefinite create automaticamente dal sistema operativo per ciascun utente di macOS. Shell Applicazione che interpreta ed esegue i comandi del sistema operativo tramite una interfaccia testuale a linea di comando. I comandi di shell vengono eseguiti utilizzando un terminale virtuale, come ad esempio l’applicazione Terminale di macOS. Le shell principali sono: bash, la shell più diffusa su Linux e macOS; ksh, retrocompatibile con bash, integra il miglior linguaggio di scripting; tcsh, una versione migliorata della shell “storica” csh; zsh, incorpora le caratteristiche più utili di bash, ksh, e tcsh. Fra le shell di interesse ormai solo “storico” troviamo csh e sh, detta anche shell di Bourne, la prima shell che ha sostituito la shell originale di Unix del 1971.
Potevi aspettare ancora un po’ prima di andare a trovare il tuo amico Massimo. Ci mancherai.