Due parole sul WWDC26

Non la farò lunga, solo qualche veloce commento a caldo (o dovrei dire a tiepido visto che è già passato un giorno?) su ciò che mi ha colpito di più nel keynote introduttivo al WWDC26.

Controlli parentali. Sarà perché ho le figlie già grandi, ma sull’efficacia dei controlli parentali ho sempre avuto molte riserve. I ragazzi li superano facilmente, magari con l’aiuto del solito amico più sveglio, mentre i genitori ne ricavano un falso senso di sicurezza e, quel che è peggio, li usano per illudersi di non avere responsabilità su quello che fanno i figli online.

Vedremo se questa volta Apple avrà azzeccato l’equilibrio giusto fra controllo e libertà.

Siri AI. Parlare male di Siri è come sparare sulla Croce Rossa e avendo una figlia medico non lo farò. Fatto sta che forse questa volta potremo finalmente usare Siri per interagire con i nostri dispositivi Apple in modo più facile e veloce, senza le castronerie del passato.

Ho scritto potremo ma in realtà noi europei dovremo aspettare chissà quanto per poter usare Siri su iOS e iPadOS mentre sul Mac dovrebbe essere disponibile immediatamente. Vedremo.

macOS 27 Golden Gate. Dopo il disastro di Tahoe, ed in particolare della implementazione di Liquid Glass in macOS Tahoe, Apple sembra aver ascoltato le critiche dei tanti utenti insoddisfatti (ci sono anch’io, ma dubito che Apple se ne sia accorta), correggendo qui a là le assurdità più macroscopiche di Liquid Glass.1

L’impressione che si ricava dal keynote è che Golden Gate sia una versione di macOS focalizzata più sul migliorare quello che già c’è che sull’introdurre nuove funzioni.

Per quanto mi riguarda, è una notizia graditissima, visto che sono proprio queste le versioni di macOS che ho amato di più e che considero più riuscite, come Panther o Snow Leopard e fino a Mountain Lion e a El Captain. Appena finito di scrivere proverò a scaricare Golden Gate, per cui stay tuned!