Microsoft Office 2011 e OS X Yosemite: un matrimonio complicato

L’altro ieri sono riuscito finalmente ad avere un po’ di tempo per iniziare a lavorare sul mio nuovo iMac da 21", rimasto per più di quindici giorni ben nascosto sotto la mia scrivania. Una bella bestia, 16 GB di RAM, disco SSD da 512 GB, processore i7, insomma quasi Mac Pro (per il quale purtroppo non c’erano abbastanza soldi). Aspetto con ansia di iniziare a farci qualche simulazione, voglio proprio vedere la differenza di prestazioni con il MacBook Pro 2011 che uso attualmente (e che sta veramente mostrando la corda).

Venerdì (anzi sabato) nero

Lo so che il venerdì nero americano è ormai finito da un pezzo, ma vorrei comunque segnalare che Pixelmator 3.3 si trova ancora in offerta sull’App Store a soli 13.99 euro. A questo prezzo è un grave errore farselo sfuggire. Già la versione 1 di Pixelmator 1 che ho usato finora copriva (più che) abbondantemente le mie necessità di ritocco di immagini, sono veramente curioso di provare le novità e le migliorie della versione attuale.

Musica ancora più di corsa

Il film non è niente di che, ma Michael Douglas è inquietante come sempre e la tremenda scena centrale con l’inseguimento e l’omicidio di Andy Garcia vale la visione del film. Che è in fondo solo una scusa per ascoltare Greg Allman che canta I’ll Be Holding On. Proprio lui, uno dei fratelli della Allman Brothers Band, il gruppo rock-folk che ci ha dato un disco come At Fillmore East, uno degli album live più trascinanti mai pubblicato.

Automatizzare il Mac dal Terminale - Sua maestà cron

Nella prima parte di questa serie abbiamo visto come usare il comando at per automatizzare determinate attività sul Mac dal Terminale. At è utile ogni volta che si vuole eseguire un comando automaticamente una sola volta e in un momento ben definito Ma at ha anche parecchi limiti e non è adatto a svolgere una attività periodica in modo trasparente, come richiesto da Lucio Bragagnolo nel post da cui ha preso spunto questa serie.

Musica di corsa

Anche se Piero Scarruffi non condivide, uno dei gruppi anni ‘80 che preferisco sono i Waterboys. Non ho idea di quante volte ho ascoltato il CD di Fisherman’s Blues, secondo me il loro capolavoro assoluto (non mi dite che cito sempre le pagine in inglese di Wikipedia, basta confrontare questa con la versione in italiano per capire il perché).

Venticinque anni

[vimeo http://vimeo.com/110554287] Venticinque anni fa ero a pochi chilometri dal confine con la Germania Est. Avevo già vissuto a Braunschweig, una splendida città della Bassa Sassonia, per quasi due anni, nel 1987 e nel 1988. Braunschweig era l’ultima vera città prima del confine con l’Est, sulla strada che collega Hannover con Berlino. All’inizio del mio soggiorno a Braunschweig andavo ogni notte a letto con la sensazione di avere un paio di missili puntati proprio sul letto, ma con il tempo mi ci ero abituato.

Automatizzare il Mac dal Terminale - Il comando at

Qualche giorno fa Lucio “Lux” Bragagnolo ha pubblicato sul suo interessantissimo blog (da seguire assolutamente ogni giorno!), un post in cui poneva una domanda molto stimolante. Lascio a lui la parola per descrivere il problema: Octopress – il motore di questo blog – si basa su una cartella che risiede nel Mac. La cartella contiene sottocartelle varie che ospitano i pezzi del blog. Pubblicare questo articolo significa creare un file e metterlo nella giusta cartella, per poi dare un comando di Terminale che genera una edizione aggiornata del blog e un altro comando di Terminale che deposita una copia dell’edizione dentro il server di pubblicazione. Spesso mi trovo a scrivere pezzi per il blog su iPad, lontano da Mac. Facciamo finta che il Mac rimanga irraggiungibile fisicamente per tutta la giornata. Qual è la strategia che richiede meno lavoro in assoluto per pubblicare il pezzo?

Script di shell in OS X

Nei sistemi operativi basati su Unix la shell è una applicazione che permette di eseguire i comandi del sistema tramite una interfaccia testuale a linea di comando. La shell più popolare oggi è bash, acronimo di “Bourne-Again Shell”, un gioco di parole fra Stephen Bourne, l’autore della shell sh da cui deriva bash, e il termine “born” (nato). Bash significa quindi sia “la nuova shell di Bourne” che “la shell rinata”.

Mucchietti di sabbia e alluvioni critiche

Ero in macchina e stavo ascoltando un po’ distrattamente le ultime notizie sul disastro di Genova. Aspettando il verde al semaforo vicino casa mi ha colpito la mancanza della solita coda di auto che combattono ogni giorno metro su metro per guadagnarsi il privilegio di entrare in città. Evidentemente c’era qualche auto meno del solito parcheggiata in doppia fila davanti al bar poco avanti, e bastava quello per rendere il traffico più fluido. Sono rimasto colpito. L’analogia fra il traffico vicino casa e quanto successo a Genova era stridente.