La mela di cuori

Dei tanti motivi per cui sarebbe bene supportare su Kickstarter il progetto Cuore di Mela ne ha già scritto benissimo Lux (aka Loox, aka Lucio Bragagnolo) sul suo blog, ieri. Io mi limiterò a fare due conti in croce su un tovagliolino di carta (anche se scrivere su un tovagliolino è maledettamente difficile).

Cuore di Mela: il libro al tempo di internet

Segnalo questo due ottimi post (ma non è una novità!) su QuickLoox e Quinta di Copertina, dedicati a Cuore di Mela, il libro definitivo sui sistemi Apple, da macOS a watchOS, passando per iOS e tvOS. Cuore di Mela è un tentativo originale di ridisegnare il libro al tempi di internet, un mix di volume cartaceo, ebook, sito web, interazione con i lettori. Un tentativo da non trascurare, anzi da appoggiare senza riserve. Se sarà possibile cercherò anch’io a contribuire all’iniziativa, scrivendo qualcosa sulle poche cose che so su questo mondo. Ma non vi spaventate, sarà bello lo stesso!

Da Keynote a PowerPoint

Nell’articolo precedente abbiamo visto che PowerPoint domina incontrastato quando si tratta di preparare una presentazione e che spesso ci sono dei motivi tecnici che rendono ancora più difficile provare a non usarlo. E allora, come si può riuscire in pratica ad usare lo stesso Keynote per preparare le proprie presentazioni? Semplice, basta essere flessibili ed avere pronta qualche soluzione alternativa. Anzi, preferibilmente più di una.

Vita oltre PowerPoint

Se Word è lo standard di fatto per la scrittura dei documenti di testo (nonostante in realtà abbia ben poco di standard), PowerPoint domina incontrastato quando si tratta di preparare una presentazione. Con una differenza fondamentale. Word, piaccia o non piaccia, qualche concorrente ce l’ha: non solo LaTeX, in particolare in ambito tecnico-scientifico1, ma anche LibreOffice e OpenOffice che girano su tutti i principali sistemi operativi, o Pages per il solo Mac. Tutti programmi che fanno praticamente tutto quello che fa Word, anzi a volte perfino di più. PowerPoint, invece, non ha praticamente concorrenti significativi.

Duecento

Con il post di sabato scorso siamo arrivati a 200. Due anni e mezzo di melabit e duecento post, in media uno ogni quattro giorni e mezzo. Non male, se si considerano i tanti impegni di ogni giorno, che mi impediscono di dare una periodicità più serrata al blog.

Da LaTeX a Word (e ritorno)

Nei giorni scorsi ho lavorato con dei colleghi a due articoli per una conferenza. Ci siamo divisi il lavoro: un articolo l’ho gestito io, scrivendo il testo in LaTeX e utilizzando Overleaf per poter lavorare in contemporanea con gli altri sul testo (di Overleaf parlerò in dettaglio in un prossimo articolo). L’altro articolo è stato scritto da un coautore in Word. Dopo averlo rivisto, ho dovuto però inserire io stesso le correzioni, perché sarebbero state incomprensibili a chiunque altro.

Il nonno dell'Apple Watch

Gli smartwatch sono forse gli oggetti tecnologici più in cerca di una collocazione ben definita. Pebble, l’azienda che ha inventato il concetto stesso di smartwatch, è in crisi profonda ed è stata acquisita pochi mesi fa da Fitbit, subendo una cura dimagrante che le ha fatto perdere il 60% della forza lavoro. Android Wear non è mai decollato, anzi probabilmente non è mai nemmeno partito, condannato da un hardware inguardabile e da un software deficitario.

Playlist per Bora Bora: Brian Boru

Con la prima domenica dell’estate (metereologica), tempo di viaggi, torna Playlist per Bora Bora. È solo una scusa, in realtà PBB torna perché, dopo parecchi mesi, sono riuscito finalmente ad avere il tempo e l’occasione per ascoltare un po’ di buona musica, e quindi per parlarne.

La matematica di Facebook

“Uno in meno! Sei fuori!” La storia l’ho già raccontata ieri. Concludendo che Facebook non può essere altro che puro divertimento senza complessità, informazione usa e getta. Tante volte più da gettare che da usare. Vediamo cosa succede su Facebook quando qualcuno pone un problema di matematica. Roba semplice, sia chiaro, roba da scuola elementare, le quattro operazioni, mica geometria differenziale o teoria dei gruppi.

Cartellino rosso su Facebook

“Uno in meno! Sei fuori!” No, non è Cracco che parla. Qualche giorno fa su Facebook mi hanno mostrato in rapida successione un cartellino giallo e un cartellino rosso, e in pochi minuti sono stato espulso da un gruppo. Fallo grave, gravissimo: diffusione di spam e violazione del regolamento del gruppo. Ecco la storia